Descrizione
Nuovo importante intervento a tutela della biodiversità marina nelle acque dell’Area Marina Protetta "Capo Rizzuto". Nella giornata di oggi, il personale della polizia provinciale in servizio presso l'ente gestore dell'A.M.P. ha individuato e recuperato una pericolosa "rete fantasma" a largo di Le Castella, all'interno della Zona B (Riserva Generale) della riserva.
Questi attrezzi da pesca abbandonati rappresentano una delle minacce più subdole e devastanti per gli ecosistemi marini. Una volta sul fondale, le reti si trasformano in trappole invisibili che continuano a "pescare" da sole per decenni, catturando e uccidendo senza sosta pesci, crostacei e specie protette come le tartarughe marine, destinate a una lenta morte per soffocamento o fame. Gli animali intrappolati attirano inevitabilmente altri predatori, innescando una reazione a catena letale che decima la fauna locale.
Oltre al massacro della fauna, l'impatto sugli habitat è catastrofico. Depositandosi sui fondali, la rete soffoca la flora marina e frantuma i delicati organismi colonizzatori, compromettendo la rigenerazione naturale della biodiversità. Non ultimo, l'usura di questi materiali sintetici rilascia nel tempo tonnellate di microplastiche tossiche, che entrano nella catena alimentare alterando l'intero ecosistema.
I guardaparco dell'ente gestore hanno provveduto a rimuovere completamente l'ordigno ecologico e a metterlo in sicurezza per lo smaltimento. L'Ente Gestore dell'Area Marina Protetta esprime profonda gratitudine agli operatori intervenuti e ribadisce l'importanza cruciale della vigilanza per fermare questo scempio silenzioso. Le attività di monitoraggio nella Zona B e in tutto il perimetro dell'A.M.P. proseguiranno senza sosta per difendere il nostro patrimonio blu.